DNA libero circolante: sensibilità e specificità nel rilevamento delle mutazioni di EGFR nel NSCLC.

Il rilevamento delle mutazioni di EGFR mediante DNA libero circolante (cfDNA, cell-free DNA) rappresenta un metodo non invasivo per reperire informazioni genetiche per effettuare una scelta corretta di trattamento con inibitori delle tirosin chinasi (TKI) nel tumore al polmone. (1)

i Le mutazioni più comuni del gene EGFR sono: (1)
  • delezioni in-frame degli aminoacidi 747-750 nell’esone 19
  • mutazioni dell’esone 21 risultanti nella mutazione puntiforme L858R

Entrambe questo tipo di mutazioni causano l’attivazione del dominio TK e sono correlate alla sensibilità ai TKI.

Gold standard per il rilevamento delle mutazioni EGFR

La determinazione dello stato mutazionale del gene EGFR su campione tissutale/citologico ottenuto mediante biopsia o intervento chirurgico al momento della diagnosi è attualmente raccomandata in tutti i pazienti con NSCLC, stadio IIIB-C e IV (a eccezione dei pazienti fumatori con istotipo squamoso), per la scelta terapeutica. (2)

In alcuni casi la biopsia standard non riesce a fornire una quantità/qualità di materiale adeguato all’analisi molecolare. (2)

La valutazione dello stato mutazionale del gene EGFR su biopsia liquida (rilevazione ctDNA, circulating tumor DNA) è attualmente raccomandata solo come possibile alternativa all’analisi su tessuto tumorale nei pazienti con nuova diagnosi di NSCLC avanzato. (2)

Biopsia tissutale gold standard: limiti (3)

  • Approccio invasivo
  • Eterogeneità intra-tumorale
  • Campione spesso inadeguato per i test molecolari

Rilevamento mutazioni EGFR con ctDNA

  • Approccio non invasivo (1)
  • Mostra elevata concordanza con la procedura standard su tessuto (2)

Sensibilità e specificità del cfDNA per il rilevamento di tutte le mutazioni di EGFR (1)

Sensibilità cfDNA: 60%

Specificità cfDNA: 94%

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Sensibilità e specificità del cfDNA per il rilevamento di tutte le mutazioni di EGF (1) Elaborazione grafica da Fig. 3A e B, Rif. 1

1. L’importanza dell’analisi della mutazione EGFR-T790M alla progressione di malattia

Nonostante il grande beneficio ottenuto dall’introduzione degli EGFR-TKI, le cellule cancerogene sviluppano inevitabilmente una resistenza, generalmente nell’arco di un tempo mediano di trattamento di 10-12 mesi (per i TKI di prima e seconda generazione), portando all’interruzione della terapia e di conseguenza alla progressione di malattia. (3)

Mutazione puntiforme T790M dell’esone 20: (3)
  • Meccanismo principale di insorgenza della resistenza acquisita in seguito a trattamento con TKI di prima e seconda generazione
  • È stata identificata nel 50-60% dei campioni tumorali dopo trattamento con TKI
  • Rappresenta la causa principale della progressione di malattia

Di recente è stato immesso nel mercato un nuovo farmaco della classe dei TKI attivo non solo contro le mutazioni attivanti EGFR ma anche contro la mutazione resistente T790M. (3)

Come conseguenza dell’approvazione di questo nuovo inibitore, la re-biopsia alla progressione è diventata obbligatoria con lo scopo di valutare lo stato della mutazione T790M e personalizzare il trattamento di seconda linea. (3)

2. Confronto tra biopsia liquida su ctDNA e biopsia tissutale: sensibilità e specificità (3)

È stata condotta una pooled analisi che ha combinato tutti gli studi di confronto tra la biopsia liquida, che analizza il ctDNA, e la biopsia tissutale per rilevare la mutazione EGFR-T790M. (3)

Sensibilità cfDNA: 67%

Specificità cfDNA: 80%

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In tutti gli studi analizzati sono stati utilizzati campioni di sangue o tissutali di pazienti con diagnosi istologica confermata di NSCLC, che sono progrediti dopo terapia con EGFR-TKI (3) Elaborazione grafica da Fig. 2, Rif. 3

3. Sensibilità e specificità in base al tipo di tecnologia

Diverse tecnologie, con differente sensibilità e specificità, possono essere utilizzate negli studi per effettuare l’analisi del ctDNA: (3)

  • Digital PCR (dPCR) (12/21 studi)
  • Real time PCR (RT-PCR) (6/21 studi)
  • Next generation sequencing (3/21 studi)

Elaborazione grafica da dati estrapolati da Fig. 4, Rif. 3

L’analisi del ctDNA rappresenta un approccio promettente e non invasivo per rilevare e monitorare le mutazioni del gene EGFR nei pazienti con NSCLC. (1)

BIBLIOGRAFIA:

  1. Qian X, et al. Circulating cell-free DNA has a high degree of specificity to detect exon 19 deletions and the single-point substitution mutation L858R in non-small cell lung cancer. Oncotarget. 2016;7(20):29154-29165.
  2. Raccomandazione per l’esecuzione di test molecolari su biopsia liquida in oncologia. Luglio 2018. Gruppo di Lavoro AIOM, SIAPEC-IAP, SIF, SIBioC.
  3. Passiglia F, et al. The diagnostic accuracy of circulating tumor DNA for the detection of EGFR-T790M mutation in NSCLC: a systematic review and meta-analysis. Sci Rep. 2018; 8(1):13379.

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