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Ruolo della biopsia nei pazienti NSCLC in progressione

La recente review di Socinski e colleghi ha preso in considerazione gli ultimi aggiornamenti nel campo della diagnostica molecolare in progressione di malattia e ha messo in evidenza l’importanza di effettuare una biopsia in pazienti con NSCLC in progressione per poter beneficiare di nuove opzioni terapeutiche disponibili  per la gestione di pazienti NSCLC difficili da trattare.

 

TEST MOLECOLARE DOPO LA PROGRESSIONE

La Association for Molecular Pathology (AMP) ha stilato delle linee guida per l’esecuzione del test molecolare alla diagnosi e alla progressione di malattia e attualmente sta revisionando il documento prendendo in considerazione anche i dati più recenti, riguardanti le mutazioni attivanti e le mutazioni di resistenza nel NSCLC, così come anche le nuove metodiche per l’esecuzione del test.

 

La tecnica analitica del ctDNA

Nella maggior parte dei pazienti sottoposti a biopsia in fase di progressione di malattia, i metodi principali per ottenere campioni di tessuto tumorale comprendevano l’agoaspirato e la biopsia sotto guida stereotassica; l’escissione chirurgica, invece, non era solitamente necessaria. Ad oggi sono stati introdotti nuovi metodi meno invasivi per l’identificazione delle mutazioni con l’obiettivo di superare le limitazioni della biopsia tissutale. A questo proposito molti studi hanno dimostrato l’utilità della ctDNA per determinare lo stato mutazionale di EGFR; questo metodo clinicamente e analiticamente validato è approvato dal FDA. (cobas EGFR Mutation Test v2).

 

Quali metodi utilizzare per la determinazione dello stato mutazionale?

Il metodo più comunemente usato per la determinazione dello stato mutazionale di EGFR è sempre stato il sequenziamento diretto (sequenziamento tramite il metodo di Sanger). Tuttavia, questo metodo presenta scarsa sensibilità, un rischio di contaminazione dei prodotti della PCR (Polymerase Chain Reaction, reazione a catena della polimerasi) e non è standardizzato fra i laboratori d’analisi.

Un metodo più sensibile rispetto al sequenziamento diretto con PCR consiste invece nella real-time PCR, che utilizza specifici probe per amplificare la porzione di DNA da analizzare.

Altri metodi includono saggi di screening mutazionale che sfruttano la multiplex PCR, in grado di identificare più di 50 mutazioni puntiformi, compresa la mutazione di EGFR T790M. Il NGS (Next Generation Sequencing, sequenziamento di nuova generazione) permette invece di condurre analisi parallele su larga scala per una vasta quantità di frammenti di DNA; anch’esso è un metodo valido per la determinazione di una varietà di mutazioni ed è a oggi sempre più utilizzato.

Un recente studio sull’analisi ctDNA alla diagnosi ha dimostrato una concordanza del 94,3% nell’identificazione delle mutazioni di EGFR fra 1.033 campioni somatici e 803 campioni plasmatici prelevati dai medesimi pazienti, con una sensibilità pari al 65,7% e una specificità pari al 99,8%. In aggiunta, diversi altri studi recenti hanno dimostrato che la mutazione T790M viene ad essere efficacemente identificata per mezzo del DNA plasmatico nei pazienti con NSCLC in progressione di malattia, in seguito al trattamento con agenti EGFR-TKI.

 

OPZIONI DI TRATTAMENTO IN FASE DI PROGRESSIONE

Le attuali linee guida NCCN (versione 4.2016) raccomandano che i pazienti asintomatici non candidabili a ricevere la terapia con TKI di terza generazione, continuino a ricevere la terapia di prima linea con agenti EGFR-TKI fino a progressione della malattia. Grazie a TKI di terza generazione gli outcome di determinati pazienti potrebbero essere migliorati.

 

CONCLUSIONI

Effettuare una biopsia alla progressione per determinare le cause molecolari alla base della resistenza acquisita è importante per permettere l’individuazione di terapie personalizzate che potrebbero a loro volta fornire ottime opportunità di miglioramento degli outcome.

 

BIBLIOGRAFIA:

Socinski MA et al. Understanding mechanisms of resistance in the epithelial growth factor receptor in non-small cell lung cancer and the role of biopsy at progression. Oncologist. 2017;22(1):3-11. doi: 10.1634/theoncologist.2016-0285

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